A Corridonia oggi non è solo la Festa dei Lavoratori. È anche la festa dell’assenza dei servizi essenziali, perché la guardia medica non è presente. Zero. Nulla. Porte chiuse. E i cittadini? Arrangiatevi.
In un Comune che si riempie la bocca di “attenzione al territorio”, la realtà è che chi sta male il 1° maggio può tranquillamente sperare nella buona sorte, perché di assistenza non se ne parla.
E allora la domanda sorge spontanea: dove vanno i malati? Chi ha bisogno di una ricetta urgente per un farmaco, magari un antibiotico, un antipertensivo, un salvavita? Chi ha un bambino con la febbre alta e necessita di un consulto rapido? Chi ha un anziano che deve rinnovare una terapia cronica perché ha finito le pasticche proprio oggi?
La risposta è sempre la stessa: fuori dal Comune, perché Corridonia — ancora una volta — non garantisce nemmeno il minimo sindacale.
Esempi concreti di un disservizio che pesa
Una persona con asma che ha terminato lo spray e ha bisogno della ricetta: deve mettersi in macchina e sperare di trovare un medico altrove.
Un paziente diabetico che necessita di aghi, strisce o farmaci: idem, pellegrinaggio forzato.
Una mamma con un bambino con otite che peggiora proprio oggi: niente guardia medica, solo pronto soccorso — già intasato — come unica alternativa.
Un anziano solo, senza auto, che deve rinnovare una terapia cardiologica: semplicemente impossibile.
Chi ha un malessere improvviso, non grave ma da valutare: nessuno che possa visitarlo.
Tutto questo perché? Perché il servizio non c’è. Punto.
Il paradosso: i cittadini pagano, il servizio sparisce
Si parla tanto di “vicinanza alla comunità”, di “attenzione ai bisogni”, di “servizi territoriali”. Poi arriva un giorno festivo — uno dei più prevedibili dell’anno — e Corridonia si ritrova senza guardia medica, come se la salute potesse prendersi una pausa.
Il risultato è:
“Se avete bisogno, arrangiatevi. Non oggi.”
Conclusione amara
Il 1° maggio dovrebbe essere la festa dei diritti. A Corridonia, invece, è la festa delle assenze, dei servizi che mancano, delle promesse che evaporano.
E mentre l’amministrazione continua a parlare di “attenzione al cittadino”, i cittadini continuano a chiedersi: ma quando inizierà davvero questa attenzione?



